Sassolino

Eccola la foto di quando giocavo nell’Aurora. Avevo 12 anni e mi prendevano tutti in giro per via del mio cognome Brocchetto. Si perché secondo quei cretini con cui giocavano a calcio a quel tempo un nome che suona come “brocco” aveva forse poche speranze… E tutti a prendermi in giro perché portavo i pantaloncini corti così alti, quasi fossi gay… Chissà forse erano tutti gelosi che ero così un bel bambino… Ma già quando avevo 12 anni non mi diedi per vinto. Cambiai squadra e andai a giocare nella SOMS Cristo che divento’ poi l’ Associazione Sportiva Europa. E per poter partecipare al campionato mi cambiarono il nome, il mio cartellino per quella stagione non era ancora scaduto e non avrei potuto giocare. Mi diedero il cartellino di un’altro che se n’era andato dalla squadra. Cosi’ quando l’arbitro faceva l’appello al nome Botosso, rispondevo col nome Andrea, numero 2. Che liberazione… Me lo ricordo ancora come se fosse ieri. Avevo anche cambiato ruolo, ero diventato un terzino destro.  Come ricordo ancora un torneo a Mandrogne alla quale parteciparono squadre giovanili come l’Alessandria e il Derthona, ovviamente più blasonate di noi. Eppure la finale del torneo fu Aurora-Europa e alla fine vincemmo noi. Fu la classica partita dell’ex e mi presi una rivincita bestiale. Non veniva quasi mai nessuno a vedermi giocare, ma almeno quella volta mio padre per la finale era presente, inconsapevole di quel miracolo calcistico che si stava avverando sotto i suoi occhi. La medaglia e’ appesa nella sala di mia madre. E se penso quante soddisfazioni mi ha regalato la vita, se penso a quelle persone, specialmente un tal signor Zuliani, non posso che provar pena… La vita non premia mai i più furbi…

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